Finirai per trovarla la via, se prima hai il coraggio di perderti... T. Terzani

Cittadino giapponese starter kit

Benvenuti in Giappone!

Quello vero, non quello dei turisti, che vedono un paese e se ne innamorano perché unico ed incomparabile a nessun altro.

Quello che ti lascia a bocca aperta per quanto sia efficiente per molte cose ed allo stesso tempo per quanto sia chiuso ed inefficace per molte altre.

E’ il sistema Giappone, quello con cui mi sono dovuto scontrare per iniziare la mia nuova vita a Tokyo: prima di fare qualsiasi cosa qui è bene mettere da parte le esperienze vissute in qualunque altro paese e partire da zero, senza cercare di capire perché si faccia questo o quello, ma facendo semplicemente quello che c’è da fare perché VA FATTO; è così che ragionano i giapponesi, e se anche voi la penserete così senza fare troppe domande non avrete problemi.

Ma cominciamo dall’inizio.

Questi sono tutti i documenti e dispositivi che uno straniero (o un giapponese) dovrebbe avere per cominciare la propria vita funzionale in Giappone.

DSC05440

Vediamo di che si tratta:

  • Contratto di affitto
  • Tessera trasporti pubblici “Suica”
  • Residence card
  • Certificati di residenza
  • Tessera sanitaria
  • Hanko
  • Conto in banca
  • Contratto di telefonia mobile
  • Meishi (biglietto da visita)

L’ultimo documento citato non è necessario legalmente ma obbligatorio “eticamente”: bisognerebbe esserne sempre provvisti per poterlo scambiare prima di poter conoscere qualsiasi personalità.

Dalla mia esperienza personale, per ottenere tutto questo ho dovuto attendere poco meno di due mesi, se si considera che 1 mese è stato necessario solo per il visto, allora non è poi molto.

Ricordatevi solo, come già preannunciato, che in Giappone si deve seguire la procedura, e se non lo si fa non si ottiene (quasi) mai quello che ci serve, anche quando si tratta di una banalità: se fate qualcosa che non sta scritto in nessun regolamento, anche se ovvio, non avrete mai esito positivo.

Perciò anche io ordinerò tutto quello che ho ottenuto in base cronologica e spiegando passo passo cosa si deve fare per ottenerla.

CONTRATTO DI AFFITTO

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La prima cosa di cui avrete bisogno una volta arrivati a Tokyo sarà un contratto di affitto: vi renderete conto che fatta eccezione per le “gaijinhausu” ovvero le case per stranieri, non sarà possibile stipulare nessun contratto di affitto (questo potrà avvenire anche quando sarete in regola con tutti i documenti, alcuni giapponesi conservatori non affittano case a stranieri anche se inseriti nel sistema Giappone).

Quindi dovrete ripiegare su agenzie immobiliari che affittano a stranieri.

Ce ne sono molte, la mia scelta personale è ricaduta su una casa condivisa proposta da “Sakura House“, locata in posizione centralissima tra Shinjuku e Shibuya, con stazione metro a 2 minuti, JR a 5 minuti, supermercato a 3 minuti.

Per firmare il contratto avrete bisogno di passaporto, contanti (o carta di credito Visa/Mastercard) per pagare il primo mese più la cauzione, e praticamente niente di più.

Attualmente sto pagando 45.000¥ al mese.

Vi parlerò più nello specifico di questa sistemazione in un articolo successivo.

TESSERA TRASPORTI PUBBLICI SUICA

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Spostarsi a Tokyo è costoso e può essere estremamente complesso: le stazioni sono spesso gigantesche, e trovare l’uscita esatta qualche volta è un’impresa, se poi dobbiamo perdere ulteriori 5 minuti per viaggio (ed in Giappone il tempo è importantissimo) per calcolare la nostra tariffa, potremmo pensare di dotarci della carta dei trasporti pubblici SUICA.

Io il primo periodo evitavo la metro ed il treno di superficie per il costo spropositato (170¥ per una corsa singola in metro, 160¥ per la JR) e così arrivavo a percorrere in media oltre 10km al giorno a piedi, arrivando fino al record di 21km; ma prima o poi avrei dovuto organizzarmi per accorciare i tempi e così ho acquistato la carta.

A fronte di un deposito di 500¥ questa prepagata che si ricarica agli stessi sportelli dove si fa il biglietto vi permetterà di entrare ed uscire dalla stazione semplicemente avvicinandola al lettore magnetico presso i cancelletti automatici.

Oltre a questa comodità, questa tessera vi regala uno sconto di circa il 4% su ogni corsa.

RESIDENCE CARD/VISTO

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Dal 2011 il sistema dei visti è cambiato profondamente in Giappone, e al posto del cartaceo da applicare sul passaporto adesso si viene solo forniti della Residence Card.

Parlo per esperienza personale e riporto alcuni obblighi da perseguire a norma di legge.

Io ho ottenuto il mio visto/Residence Card in Giappone, senza uscire per fare l’applicazione da un consolato estero, consegnando tutta la documentazione necessaria all’Ufficio dell’Immigrazione.

In primis si deve ottenere il Certificato di Eleggibilità, ed il mio è stato supportato dalla compagnia per la quale lavoro, che ha fornito la documentazione necessaria, io da parte mia ci ho messo una fototessera, copia del passaporto e circa 350¥ di francobolli più una busta.

Dopo sole due settimane (a fronte dei quasi 2 mesi preventivati) arriva il certificato, vado a ritirarlo contestualmente alla documentazione per il rilascio della tessera, che una volta richiesta impiega solo una settimana ad essere pronta al ritiro; stavolta pago 4000¥ in francobolli più una fototessera.

Il gioco è fatto!

PREREQUISITI:

  • Rispondenza ai requisiti per ottenimento certificato eleggibilità

CERTIFICATI DI RESIDENZA

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Pensavo fosse finita, ed invece no: la Residence Card va registrata presso l’ufficio della città speciale di appartenenza.

Tokyo è fatta di 23 città speciali per essere meglio amministrata, ed io risiedo nel comune di Shibuya, così mi presento allo sportello con la tessera e faccio registrare il mio indirizzo sul retro, coadiuvato da personale english-speaker sempre gentilissimo.

In pochi minuti ottengo la registrazione e l’emissione di due certificati di residenza diversi (richiedete espressamente il juuminhyou, che altrimenti non rilasciano ma è spesso necessario), che possono servire in occasione della registrazione di un conto in banca, o della stipula del contratto di telefonia, affitto etc.

Costo totale 300¥ per uno dei due certificati.

PREREQUISITI:

  • Residence card

TESSERA SANITARIA

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Il sistema sanitario giapponese prevede l’applicazione al NHI (National Health Insurance) che è un’assicurazione di base sulla sanità, fornita a livello statale.

Questa ha un costo variabile in base al reddito, non ha costi di attivazione e copre il 70% delle spese mediche, che queste siano causate dall’acquisto di medicinali o dal pagamento di una visita medica/intervento.

Per il restante 30% dovrete provvedere da soli, oppure dovrete fornirvi di una assicurazione addizionale stipulata privatamente.

Io adesso pago 1080¥ al mese per il servizio, non avendo reddito, e continuerò a pagare la cifra minima fino a giugno 2016, quando comparirà per la prima volta nella dichiarazione dei redditi il mio reddito dell’anno precedente; da allora in poi, se non ho capito male, dovrei pagare comunque meno di 4000¥ al mese.

Per usufruire del 70% di copertura basterà mostrare la tessera al momento della necessità.

Per quanto riguarda il medico di base, qua non esiste, ci si dovrà riferire a cliniche private che praticamente sono ambulatori dove poter fare le prime visite per poi essere redirezionati da specialisti, oppure in casi gravi dirigerci direttamente all’ospedale (evitate, se potete, l’ambulanza, non immaginate quanto siano lente qua in Giappone, arriverebbe quando siete già trapassati).

Spesso c’è personale english-speaker ma per averne la sicurezza basterà consultare le liste fornite dalla NHI ordinate per città speciale.

PREREQUISITI:

  • Residence card

HANKO

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Ecco una cosa che difficilmente noi occidentali capiamo: il timbro personale.

Ma non bastava la firma, semplicemente? No. E perché? Perché no.

Niente domande, siamo in Giappone e quello che si deve fare va semplicemente fatto senza chiedersi perché.

Così ho ordinato il mio hanko presso una cartoleria, fornendo i caratteri necessari (nel mio caso リストリ ovvero ri-su-to-ri) e pagando anticipatamente circa 3700¥ per un timbro di 10mm di diametro in legno; per i timbri ufficiali sono ammessi solo materiali duri e non alterabili, e le dimensioni sono specifiche.

Dopo una settimana è arrivato il timbro, con 108¥ ho acquistato una custodia con tampone di inchiostro e con altri 400¥ in comune mi hanno fornito della certificazione e della tessera formato carta di credito necessaria stampata su carta e della tessera da accompagnare al timbro, nel tempo di 10 minuti.

Questo serve per “firmare” i documenti importanti quali la registrazione del conto in banca, il contratto di telefonia, affitto, e documenti meno importanti e non ufficiali all’interno della compagnia dove si lavora ad esempio.

Esistono anche diversi tipi di inchiostro, ma per i documenti ufficiali è valida solo una tonalità di rosso specifica.

PREREQUISITI:

  • Residence card
  • Certificati di residenza

CONTO IN BANCA

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Per essere pagati dalla propria compagnia bisognerà ovviamente possedere un conto in banca in Giappone.

La cosa non è semplicissima, perché avrete bisogno di presentarvi in banca con un “garante” giapponese, che nel mio caso è stata la compagnia stessa, che vi aiuti e vi “garantisca” appunto alla banca stessa.

Questo accade solo se aprite un conto in una banca classicamente giapponese come la Mitsubishi, la Mizuho etc., mentre non avrete molti problemi se aprirete  il conto in banche come la Shinsei o la Citybank, con vocazione più “occidentale”.

Il contratto è molto semplice, solo un foglio deve essere riempito, due timbri con l’hanko e sono a posto.

Il conto costa 0, posso aprirlo con 0¥ e non esistono tasse/bolli statali; contestualmente all’apertura del conto vengo fornito di cashcard (la carta rossa) che serve solamente per ritirare il contante dagli ATM, e tsuchou, il libretto da inserire nell’ATM o da consegnare allo sportello in banca per tenere traccia delle operazioni fatte sul conto (prelievi, versamenti etc.).

In più, mi sono fatto anche la carta di debito (il nostro bancomat) per 1080¥ all’anno, che però è gratuito se spendo meno di 10.000¥ al mese tramite suo utilizzo; questo funziona anche come carta di credito per pagamenti su internet.

PREREQUISITI:

  • Residence card
  • Certificati di residenza
  • Hanko (non sempre richiesto)
  • (impiego/salario mensile garantito – non sempre richiesto)

CONTRATTO DI TELEFONIA MOBILE

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Infine, oramai obbligati dal mondo della comunicazione moderna ad avere uno smartphone, mi sono diretto presso le tre compagnie principali di telefonia giapponese (Softbank, AU, Docomo) per capire quali fossero le differenze, le tariffe ed i dispositivi offerti.

Praticamente hanno tutti le stesse tariffe, molto ma molto costose, la differenza sta nei dispositivi offerti principalmente, e nella copertura.

Ho scelto NTT Docomo perché leggermente più vantaggiosa di Softbank, e con circa 7.000¥ al mese ho chiamate illimitate in Giappone verso tutte le compagnie telefoniche, e 2Gb di internet (qua in Giappone la rete 4G LTE è velocissima, spesso più delle WiFi, perciò bisognerà stare attenti al consumo dei dati).

In più, ho l’uso gratuito di uno smartphone della loro gamma, io ho preso uno smartphone base (Samsung Galaxy J, non venduto in Europa) a 0¥ al mese che per i miei canoni è già di fascia alta (caratteristiche praticamente pari ad un Galaxy S4).

PREREQUISITI:

  • Residence card
  • Certificati di residenza
  • Conto in banca
  • Hanko

Quindi insomma, se si hanno tutte le carte in regola, si va dritti come un treno, ma se manca una virgola si possono patire le pene dell’inferno: i giapponesi sono micidiali quando si tratta di gestire situazioni preconfigurate, ma quando qualcosa non è come da procedura, pur banale che sia quel qualcosa, vanno nel pallone.

E adesso, nuovo anno nuova vita, si parte!!!

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Categories: 2015, Burocrazia, Giappone

Patente Internazionale: come si fa.

La patente italiana è sufficiente per guidare in tutti i Paesi dell’Unione Europea, negli altri Paesi europei (ad esclusione della Federazione Russa) e in diversi Paesi extra-europei. Le informazioni di dettaglio relative ai singoli Paesi possono essere consultate sul sito www.viaggiaresicuri.mae.aci.it, selezionando il Paese di interesse e scegliendo la voce “Viabilità”.

Per la maggior parte dei Paesi extra-europei è invece richiesto un permesso internazionale di guida che non può essere utilizzato autonomamente, ma deve essere sempre accompagnato dalla patente nazionale in corso di validità.
Le convenzioni internazionali in materia prevedono due distinti modelli di patente internazionale: il modello “Ginevra 1949” e il modello “Vienna 1968”.

Il permesso internazionale di guida è perciò necessario per guidare in quei paesi che non siano firmatari delle medesime Convenzioni internazionali ratificate dall’Italia. E’ rilasciato dall’Ufficio Provinciale della Direzione Generale della Motorizzazione Civile del luogo di residenza del richiedente, previa esibizione della patente di guida in corso di validità. L’elenco degli Uffici Provinciali della Motorizzazione Civile è consultabile sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti www.trasporti.gov.it.

RILASCIO PERMESSO INTERNAZIONALE DI GUIDA
  • Modello TT746 (in distribuzione gratuita presso il nostro sportello informazioni) contenente la richiesta di rilascio del permesso internazionale di guida;

  • Attestazione del versamento di Euro 16,00 effettuato sul conto corrente n. 4028 intestato a DIPARTIMENTO TRASPORTI TERRESTRI – imposta di bollo;

  • Attestazione del versamento di Euro 9,00 effettuato sul conto corrente n. 9001 intestato a DIPARTIMENTO TRASPORTI TERRESTRI – imposta di bollo;

  • 2 foto recenti formato tessera su fondo bianco ed a capo scoperto, su carta non termica, di cui una autenticata (possibile autenticarla alla MCTC);

  • Patente di guida in corso di validità in visione ed una fotocopia della stessa fronte-retro;

  • Una marca da bollo da Euro 16,00.

Per una documentazione sempre aggiornata raccomando di controllare sempre sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Sotto ho copiato ed incollato l’elenco dei paesi aderenti alle varie convenzioni, alcuni riconoscono entrambi i modelli di patente, mentre altri riconoscono solo una delle due, in special modo Stati Uniti e Giappone necessitano del modello “Ginevra 1949”.

In ogni caso, per avere un quadro completo e sempre aggiornato dei paesi entro cui si vorrà mettersi alla guida di un veicolo, consiglio di consultare sempre il sito Viaggiare Sicuri alla sezione “Viabilità” dei singoli paesi.

 

Convention on Road Traffic

Vienna, 8 November 1968

Participant 

Signature

Accession(a), Succession(d), Ratification

Albania
29 Jun 2000 a
Armenia
 8 Feb 2005 a
Austria
 8 Nov 1968
11 Aug 1981
Azerbaijan
 3 Jul 2002 a
Bahamas
14 May 1991 a
Bahrain
 4 May 1973 a
Belarus
 8 Nov 1968
18 Jun 1974
Belgium
 8 Nov 1968
16 Nov 1988
Bosnia and Herzegovina
 1 Sep 1993 d
Brazil
 8 Nov 1968
29 Oct 1980
Bulgaria
 8 Nov 1968
28 Dec 1978
Central African Republic
 3 Feb 1988 a
Chile
 8 Nov 1968
Costa Rica
 8 Nov 1968
Côte d’Ivoire
24 Jul 1985 a
Croatia
23 Nov 1992 d
Cuba
30 Sep 1977 a
Czech Republic
 2 Jun 1993 d
Democratic Republic of the Congo
25 Jul 1977 a
Denmark
 8 Nov 1968
 3 Nov 1986
Ecuador
 8 Nov 1968
Estonia
24 Aug 1992 a
Finland
16 Dec 1969
 1 Apr 1985
France
 8 Nov 1968
 9 Dec 1971
Georgia
23 Jul 1993 a
Germany
 8 Nov 1968
 3 Aug 1978
Ghana
22 Aug 1969
Greece
18 Dec 1986 a
Guyana
31 Jan 1973 a
Holy See
 8 Nov 1968
Hungary
 8 Nov 1968
16 Mar 1976
Indonesia
 8 Nov 1968
Iran (Islamic Republic of)
 8 Nov 1968
21 May 1976
Israel
 8 Nov 1968
11 May 1971
Italy
 8 Nov 1968
 2 Oct 1996
Kazakhstan
 4 Apr 1994 a
Kenya
 9 Sep 2009 a
Kuwait
14 Mar 1980 a
Kyrgyzstan
30 Aug 2006 a
Latvia
19 Oct 1992 a
Liberia
16 Sep 2005 a
Lithuania
20 Nov 1991 a
Luxembourg
 8 Nov 1968
25 Nov 1975
Mexico
 8 Nov 1968
Monaco
 6 Jun 1978 a
Mongolia
19 Dec 1997 a
Montenegro
23 Oct 2006 d
Morocco
29 Dec 1982 a
Netherlands
 8 Nov 2007 a
Niger
11 Jul 1975 a
Norway
23 Dec 1969
 1 Apr 1985
Pakistan
19 Mar 1986 a
Peru
 6 Oct 2006 a
Philippines
 8 Nov 1968
27 Dec 1973
Poland
 8 Nov 1968
23 Aug 1984
Portugal
 8 Nov 1968
30 Sep 2010
Qatar
 6 Mar 2013 a
Republic of Korea
29 Dec 1969
Republic of Moldova
26 May 1993 a
Romania
 8 Nov 1968
 9 Dec 1980
Russian Federation
 8 Nov 1968
 7 Jun 1974
San Marino
 8 Nov 1968
20 Jul 1970
Senegal
16 Aug 1972 a
Serbia
12 Mar 2001 d
Seychelles
11 Apr 1977 a
Slovakia
 1 Feb 1993 d
Slovenia
 6 Jul 1992 d
South Africa
 1 Nov 1977 a
Spain
 8 Nov 1968
Sweden
 8 Nov 1968
25 Jul 1985
Switzerland
 8 Nov 1968
11 Dec 1991
Tajikistan
 9 Mar 1994 a
Thailand
 8 Nov 1968
The former Yugoslav Republic of Macedonia
18 Aug 1993 d
Tunisia
 5 Jan 2004 a
Turkey
22 Jan 2013 a
Turkmenistan
14 Jun 1993 a
Ukraine
 8 Nov 1968
12 Jul 1974
United Arab Emirates
10 Jan 2007 a
United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland
 8 Nov 1968
Uruguay
 8 Apr 1981 a
Uzbekistan
17 Jan 1995 a
Venezuela (Bolivarian Republic of)
 8 Nov 1968
Zimbabwe
31 Jul 1981 a

 

Convention on Road Traffic

Geneva, 19 September 1949

Participant

Signature

Accession(a), Succession(d), Ratification

Albania
 1 Oct 1969 a
Algeria
16 May 1963 a
Argentina
25 Nov 1960 a
Australia
 7 Dec 1954 a
Austria
19 Sep 1949
 2 Nov 1955
Bangladesh
 6 Dec 1978 a
Barbados
 5 Mar 1971 d
Belgium
19 Sep 1949
23 Apr 1954
Benin
 5 Dec 1961 d
Botswana
 3 Jan 1967 a
Bulgaria
13 Feb 1963 a
Burkina Faso
31 Aug 2009 a
Cambodia
14 Mar 1956 a
Canada
23 Dec 1965 a
Central African Republic
 4 Sep 1962 d
Chile
10 Aug 1960 a
Congo
15 May 1962 a
Côte d’Ivoire
 8 Dec 1961 d
Cuba
 1 Oct 1952 a
Cyprus
 6 Jul 1962 d
Czech Republic
 2 Jun 1993 d
Democratic Republic of the Congo
 6 Mar 1961 d
Denmark
19 Sep 1949
 3 Feb 1956
Dominican Republic
19 Sep 1949
15 Aug 1957
Ecuador
26 Sep 1962 a
Egypt
19 Sep 1949
28 May 1957
Fiji
31 Oct 1972 d
Finland
24 Sep 1958 a
France
19 Sep 1949
15 Sep 1950
Georgia
23 Jul 1993 a
Ghana
 6 Jan 1959 a
Greece
 1 Jul 1952 a
Guatemala
10 Jan 1962 a
Haiti
12 Feb 1958 a
Holy See
 5 Oct 1953 a
Hungary
30 Jul 1962 a
Iceland
22 Jul 1983 a
India
19 Sep 1949
 9 Mar 1962
Ireland
31 May 1962 a
Israel
19 Sep 1949
 6 Jan 1955
Italy
19 Sep 1949
15 Dec 1952
Jamaica
 9 Aug 1963 d
Japan
 7 Aug 1964 a
Jordan
14 Jan 1960 a
Kyrgyzstan
22 Mar 1994 a
Lao People’s Democratic Republic
 6 Mar 1959 a
Lebanon
19 Sep 1949
 2 Aug 1963
Lesotho
27 Sep 1973 a
Luxembourg
19 Sep 1949
17 Oct 1952
Madagascar
27 Jun 1962 d
Malawi
17 Feb 1965 d
Malaysia
10 Sep 1958 a
Mali
19 Nov 1962 d
Malta
 3 Jan 1966 d
Monaco
 3 Aug 1951 a
Montenegro
23 Oct 2006 d
Morocco
 7 Nov 1956 d
Namibia
13 Oct 1993 d
Netherlands
19 Sep 1949
19 Sep 1952
New Zealand
12 Feb 1958 a
Niger
25 Aug 1961 d
Nigeria
 3 Feb 2011 a
Norway
19 Sep 1949
11 Apr 1957
Papua New Guinea
12 Feb 1981 a
Paraguay
18 Oct 1965 a
Peru
 9 Jul 1957 a
Philippines
19 Sep 1949
15 Sep 1952
Poland
29 Oct 1958 a
Portugal
28 Dec 1955 a
Republic of Korea
14 Jun 1971 d
Romania
26 Jan 1961 a
Russian Federation
17 Aug 1959 a
Rwanda
 5 Aug 1964 d
San Marino
19 Mar 1962 a
Senegal
13 Jul 1962 d
Serbia
12 Mar 2001 d
Sierra Leone
13 Mar 1962 d
Singapore
29 Nov 1972 d
Slovakia
 1 Feb 1993 d
South Africa
19 Sep 1949
 9 Jul 1952 a
Spain
13 Feb 1958 a
Sri Lanka
26 Jul 1957 a
Sweden
19 Sep 1949
25 Feb 1952
Switzerland
19 Sep 1949
Syrian Arab Republic
11 Dec 1953 a
Thailand
15 Aug 1962 a
Togo
27 Feb 1962 d
Trinidad and Tobago
 8 Jul 1964 a
Tunisia
 8 Nov 1957 a
Turkey
17 Jan 1956 a
Uganda
15 Apr 1965 a
United Arab Emirates
10 Jan 2007 a
United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland
19 Sep 1949
 8 Jul 1957
United States of America
19 Sep 1949
30 Aug 1950
Venezuela (Bolivarian Republic of)
11 May 1962 a
Zimbabwe
 1 Dec 1998 d
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