Finirai per trovarla la via, se prima hai il coraggio di perderti... T. Terzani

Special: scoprila

    Hyper Ténéré – Un progetto completamente artigianale

    Questa special nasce da un’idea che avevo in mente da tempo: ho sempre sognato di cucirmi una motocicletta addosso, farmela come piaceva a me.

    Con il Super Ténéré 750, acciaccato dai km che mi hanno portato a Nordkapp, ho avuto l’occasione per farlo: una moto in condizioni mediocri, che necessitava comunque un gran lavoro, ed allora ho pensato…”e perché non fare…???

    Il tutto è stato reso più semplice da mamma Yamaha, che aveva evoluto questo gioiello di motore nella successiva TDM 850, mantenendone le geometrie quasi al mm, ma modificandone la termica.

    Questa è stata la scusa, il resto lo hanno fatto l’immaginazione, e quei momenti prima di addormentarsi, sul letto, in cui si contempla e si pianifica.

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    Così ho studiato una linea più moderna per una moto che doveva piacermi, senza compromessi stilistici, con una personalità spiccata, uguale a nessuna, insomma, MIA.

    In 7 mesi così, col mio amico Fabio (in foto), in interminabili weekend di lavoro intenso nella sua officina abbiamo dato vita alla mia special: scoprine le caratteristiche in queste schede!

    Motore

    Il motore è ciò che mi ha spinto a cambiare faccia a questa moto: 12.000 km lasciano i loro segni sulla meccanica di questa moto che pur si è comportata egregiamente ed il problema più evidente è l’albero di trasmissione, “tornito” dal dado del pignone; oltretutto sono alla soglia dei 100.000 ed i carter sudano olio: revisionare il motore ad una moto da 1000€ è un’operazione che non vale la pena.

    Nel tempo di qualche giorno mi trovo a casa una moto in più: ho appena acquistato un TDM 850 del 2000 con 46.000km all’attivo. Perché? La struttura della termica è praticamente identica a quella del 750, con pochi interventi riuscirò a montarlo nella culla del Super Ténéré.

    Erogazione più corposa ai bassi e medi regimi con 100cc in più ed imbiellaggio a 270° (o, se preferite, a 90°, in pratica la fasatura di un bicilindrico ad L, vedi Ducati), minore consumo, abbattimento del kilometraggio.

    Nel motore ho usato Nils For Race 10W50, per il circuito di raffreddamento invece Nils Polar Plus.

    Carburatori

    Per ottimizzare il funzionamento del motore, ho estratto e trapiantato anche i carburatori Mikuni BDST38, evoluzione di quelli del setteemezzo, che garantiscono minori consumi ed qualità costruttiva superiore.

    In più questi hanno il TPS (Throttle Positioning System, ovvero il sensore di posizione della farfalla, che aiuta l’erogazione) ed il raffreddamento (o meglio, il riscaldamento) a liquido, che in inverno aiuta a mantenere costante la temperatura dei fluidi in ingresso.

    Telaio

    Un problema noto del Super Ténéré è la rottura del telaio all’altezza della “Y” che dal basamento risale verso il trave centrale, dovuta ad un’errata progettazione del telaio stesso, perciò il primo intervento consiste nell’incamiciatura parziale di una sezione di questo.

    Successivamente si rende necessario un lavoro di “punzonatura” a tratti di una parte di esso, al fine di alloggiare i tre bulloni del coperchio serbatoio olio che altrimenti non troverebbero spazio; ricordo infatti che il vecchio 750 ha il serbatoio olio separato, perciò non necessita di grande spazio là sotto.

    Elimino ogni appendice inutile, correggo le sbavature di fusione e saldatura.

    Telaietto posteriore

    Dopodiché realizzo un telaietto posteriore ex novo che sostituisca il maniglione in alluminio pressofuso appena tolto; questo è realizzato con piatto da 3mm adeguatamente disposto per avere la giusta rigidezza e resistenza flessionale e torsionale.

    Forcella anteriore

    Qui eseguo un’accurata revisione e pulizia, con inserimento di pompanti lamellari aggiuntivi prodotti dalla Mupo, che così aumentano l’azione frenante idraulica, rendendo la moto più stabile e meno soggetta ad affondamento.

    Dopodiché riempo gli steli con del Nils For Fork 7.5W.

    Impianto anteriore

    L’impianto frenante anteriore del Super Ténéré purtroppo, è risaputo non essere molto efficace, vuoi per la massa da frenare, vuoi per la non generosa dimensione del doppio disco anteriore, vuoi per una ciclistica forse non adeguata alla mole della moto.

    Inoltre i dischi hanno ormai dato, gli spessori sono al minimo e l’usura non è omogenea, è l’ora di comprarne di nuovi.

    Esiste una soluzione efficace e poco costosa che consiste nell’usare dischi freno del Majesty, identici in toto eccetto per il diametro dei fori di fissaggio al mozzo, più grandi: il problema è presto risolto, o si serrano i dischi mandando a battere i fori sui bulloni (in senso opposto a quello di marcia) o se si è scrupolosi si realizzano delle boccole 6x8mm.

    Io ho trovato dei dischi con queste caratteristiche di tipologia wave (a margherita), pagandoli 36€ l’uno, della Braking; scegliendo i classici si spende 21€ a disco.

    Per ovviare alla spugnosità del comando freno anteriore, guadagnando un poco anche in potenza frenante, ho prelevato dal TDM la pompa freno Nissin da 16mm.

    Impianto posteriore

    Al posteriore stesso discorso, disco wave, pastiglie nuove e…”cablaggio” semplificato.

    Il tubo freno originale fa un percorso assurdo, e passa da zone dove si accumula molto sporco, perciò ho razionalizzato ed accorciato riducendolo al minimo indispensabile, armeggiando con raccordi e tubi freno usati.

    Come liquido freni ho utilizzato il Nils Brake Fluid DOT4.

    Cablaggio

    Il cablaggio dell’impianto elettrico non ha richiesto grande impegno, nel senso che ho utilizzato al 99% quello del TDM.

    Il difficile è stato invece il contorno, ovvero la sistemazione dei cavi sul telaio ed attorno agli “organi” del Super Ténéré – pardon, Hyper.

    Gruppo fari

    Qui viene il bello: la linea del Super Ténéré, è innegabile, è mitica, ma per avere una special, dal look aggressivo e moderno, era necessario sostituire i due occhioni.

    Attingo come al solito dal TDM, e…fantastico! Il suo gruppo fari si adatta in maniera spontanea alle nuove linee, sembra che il suo sguardo cupo sia nato per questa moto!

    Al posteriore utilizzo invece un faro full led proveniente dal TDM 900, con gemma bianca e led rossi: con le sue linee più spigolose dà il perfetto slancio al codino, minimale; un grande ringraziamento va ad Arbi che ha donato il faro.

    Frecce

    Le frecce del ST avrebbero fatto ridere, ma anche quelle del TDM, grosse ed impacciate, perciò ho optato per 4 frecce da 15 led ambrati l’una, a forma di punta di freccia con asola centrale: perfette, non potevo chiedere di meglio, anche se la qualità dell’assemblaggio non è ottima, ma d’altronde per 15€ le ho portate a casa.

    Carenatura

    Senza dubbio il lavoro più certosino dell’intera opera, oserei dire sfiancante per la costanza e la durata dei lavori.

    Le opzioni non erano molte, e potevo scegliere tra vetroresina o alluminio: per la vetroresina avrei impiegato un sacco a preparare gli stampi, anche se poi da quelli avrei potuto ottenere positivi a volontà; con l’alluminio invece il risultato è più “immediato”, anche se poi comporta qualche problema in più durante la verniciatura, è più pesante e rigido.

    Opto per l’alluminio, ritiro una lastra da 15/10 di mm, e dopo un’accurata progettazione, prima al pc con programmi di grafica, poi con sagome di carta e cartone, disegno finalmente i profili sulla lastra stessa.

    I passaggi sono molteplici: dapprima si esegue un taglio grossolano con sega circolare a banco, poi si affina con seghetto alternativo, flessibile con disco abrasivo, carteggiatura a mano; non siamo ancora a niente, adesso viene il momento del martello e degli strumenti da carrozziere: una miriade di martellate sagoma alcuni pezzi tridimensionali, fino a fargli assumere la forma ed i volumi finali.

    Per l’anteriore ho deciso di comporre una monocarena da 4 pezzi rivettandoli per renderli solidali.

    Verniciatura

    Fase cruciale: da qui dipende la riuscita del modello, una verniciatura ben studiata può decretare la perfezione estetica, oppure rendere del tutto mediocre il lavoro fin qui svolto.

    La scelta è tra il bianco/rosso, che però era la livrea attuale che avevo sul ST, il blu yamaha o il vintage giallo/nero; dopo qualche schizzo grafico su Photoshop, il giallo/nero ispirato a quello di Kenny Roberts, mi convince e mi esalta.

    Verniciatura eseguita quindi con colori pastello poliuretanici e trasparente poliacrilico, parti in alluminio primerizzate; nero in prevalenza dove si vuole dare slancio e snellezza alla moto, per renderne la linea ancora più filante: adesso sembra un 600!

    Collettori e silenziatore

    Questa è una delle parti che preferisco.

    Nasce tutto dalla collaborazione instaurata con la ditta FF by Fresco di Cumiana (TO), che entusiasta per il progetto presentatole si è offerta, con in prima linea il suo proprietario Fabrizio Fresco, di progettare e installare gratuitamente un sistema di scarico.

    Dopo essermi recato a Cumiana, ed aver sistemato la moto nel grande “atelier” della Fresco, assisto il pomeriggio alla lavorazione: i collettori sono già pronti, ed il silenziatore è lì che aspetta solo di essere saldato col corretto angolo e posizionamento sulla moto, in modo da non interferire con la futura sistemazione delle borse da viaggio.

    Durante la lavorazione noto con stupore che sulla scartatrice il silenziatore schizza scintille…bianche?!

    L’inox fa scintille molto fini, ed arancioni, mentre queste sono finissime e bianche…TITANIO!

    Con fiera soddisfazione apprendo quindi che Fabrizio ha messo tutto il suo impegno per dotarmi del meglio che ci fosse in circolazione, utilizzando probabilmente il materiale di maggior pregio per un silenziatore.

    Ecco che arriva il bello, è tutto montato, manca solo la prova acustica.

    Dopo qualche indecisione, il motore comincia a pompare gas combusti nei collettori inox, per poi passare dalla mitraglia del silenziatore e riempire così il garage di una sinfonia cupa e brutale, ad ogni affondo sul comando del gas: una goduria, adesso questa special ha davvero un carattere tutto suo.

    La moto ha subito ulteriori piccoli, ma sostanziali, miglioramenti.

    RADIATORE

    Ho utilizzato il radiatore del TDM in luogo di quello del ST, in quanto offre stessa superficie di raffreddamento con una larghezza minore: più protezione da pietre nelle cadute, maggiore snellezza nella linea frontale.

    RECUPERO LIQUIDI

    Tolto il vecchio vaso d’espansione, per svuotare completamente il retrotreno, ho utilizzato una boccetta trasparente da 100ml posizionata davanti all’airbox come recupero liquidi.

    SELLA SGANCIO “RAPIDO”

    Dopo aver segato le asole laterali di aggancio della sella, è bastato praticare un foro centrale al termine della sella, saldare un dado sul telaio et voilà, con una vite tolgo la sella senza smontare neanche i fianchetti.

    VANO SOTTOSELLA

    Grazie alla rimozione del serbatoio olio, adesso sotto la sella ho un piccolo vano per riporre attrezzi e quant’altro, una piccola borsetta impermeabile contiene il necessario.

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