Finirai per trovarla la via, se prima hai il coraggio di perderti... T. Terzani

Couchsurfing: dormire a costo 0!

Couchsurfing è una comunità popolata da oltre 5 milioni di persone in quasi 100.000 città in tutto il mondo, il cui sito web connette viaggiatori e locali che hanno interesse a conoscersi “offline” per condividere cultura, avventura e ospitalità, che poi è il fine principale di Couchsurfing.

All’inizio magari non è così intuitivo, ma quando si impara ad usarlo non se ne può più fare a meno, e presenta due grandi lati positivi rispetto a qualche vecchio metodo di scambio-alloggio:

  • Non è necessario offrire in cambio ospitalità presso la propria casa, cosa che prima non accadeva con altre community, quindi chiunque sarà in grado di usufruirne, anche chi è impossibilitato ad ospitare per vari motivi​
  • Il sistema si basa su feedback dei viaggiatori, chiamati qui “references”, un po’ come su eBay, che certificano in modo genuino la bontà o meno di un host, in modo da garantire un piacevole soggiorno

Couchsurfers_by_country

Con questo sistema, durante il mio viaggio Firenze-Nordkapp ho risparmiato 23 notti in strutture ricettive, che al nord si sa, poco non costano.

Sono stato ospite in 14 città differenti: Copenhagen, Stoccolma, Oslo, Stavanger, Odda, Bergen, Trondheim, Bodo, Oulu, Helsinki, Tallinn, Riga, Vilnius e Budapest, e sapete qual’è il bello?

Il bello è che ho trovato quasi sempre hosts non di nazionalità!

A Copenhagen ad esempio ho trovato una ragazza polacca, a Stoccolma un Croato, a stavanger un lituano, ad Odda un venezuelano, a Bodo un filippino, ad Helsinki due tedesche ed una russa (ehehe…).

Tutto ciò per dire che Couchsurfing eleva a potenza gli interscambi culturali, una cosa incredibile!

Couchsurfers_by_city

Quindi, ricapitolando, abbiamo 2 grossi vantaggi ad utilizzare Couchsurfing:

  • Risparmio economico (costa 0, inoltre spesso, ma non necessariamente, è offerto anche qualche pasto)
  • Possibilità di conoscere subito e da un punto di vista più ravvicinato la realtà locale, e scambiarsi storie

 

Ovviamente è necessaria la conoscenza della lingua inglese, ma quella basta, la parla chiunque.

Però, c’è anche qualcosa a cui bisogna prestare attenzione: è vero, Couchsurfing è un servizio gratuito che volge ad aiutare il viaggiatore in difficoltà, ma deve essere una sincera esperienza di condivisione, altrimenti si rischia di venire estromessi da tale community con feedbacks negativi; non è possibile, o almeno non consigliabile, ad esempio, utilizzare Couchsurfing come un albergo, non è che arrivi, dormi, fai colazione e ti levi dalle scatole, no!

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Enrique ed Einar, miei host a Odda, Norvegia: nello stesso periodo ho condiviso la stanza con una ragazza giapponese

Ci sono alcune regole non scritte che impongono una certa etica, che vuole che si collabori per non pesare troppo sull’host, rispettare il locale che magari ha usi diversi dai nostri, condividere qualcosa che non sia solo il divano etc.

Un lato negativo di Couchsurfing è, secondo me questo:

  • Non esiste, o esiste in minima parte, privacy

 

Non intendo la privacy dei momenti intimi in cui si ha bisogno di una doccia, ad esempio, quella è scontata.

Sinceramente a volte si necessita di una certa, diversa, privacy, si può aver bisogno di stare un po’ da soli, di far quello che si vuole senza render conto all’host, allora è il momento di rifarsi o alle strutture ricettive tradizionali, oppure, come facevo io (che secondo me è il top per la privacy!), dormire in outdoor con la tenda: vuoi mettere, puoi sfogarti col mondo intero senza che nessuno ti rompa le scatole!

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Martins, mio host a Riga, Lettonia

Un altro lato “negativo” può essere che non è sempre semplicissimo trovare la casa dell’host, e far sempre combaciare i tempi (ok, esiste l’opzione “date flessibili“, ma non è il massimo far aspettare una persona); perciò è consigliabile magari “prenotarsi” con un certo anticipo, ma non troppo, diciamo che da 1 a 3 settimane prima può andare, troppo a ridosso si rischia di trovare già “occupato”, specialmente in grandi città (pensate: a Stoccolma ho dovuto mandare oltre 60 richieste per trovare un host a luglio!!!); se invece si “prenota” troppo in precedenza…mica è un albergo!?!

Un’ultima nota: da non molto Couchsurfing non è più una no-profit, perciò sono aumentati pro e contro di questa comunità.

Sicuramente ha raggiunto un pubblico enorme, chi ha interesse a promuovere il suo prodotto per trarne profitto tende infatti a raccogliere a sé il maggior pubblico possibile.

Questo ha creato però una serie di effetti negativi: innegabilmente l’utente medio è diventato molto più ignorante in termini di couchsurfing, che vede questa comunità come una sorta di facebook, dove conta solamente compilare il profilo, inserire qualche foto e navigare tra gli utenti; e l’ospitalità?

Beh dunque è diventato più difficile riferirsi ad un pubblico adeguato, le richieste ricevono in sempre più casi risposte negative (o addirittura vengono ignorate).

Perciò, quando fate una ricerca, filtratela sempre per esperienza o pertinenza, sarete più certi di andare a colpo sicuro!

Beh, dopo questa breve introduzione a Couchsurfing, vi invito a dare un occhiata al sito, e se vi va,  potete lasciarmi una referenza sul profilo.

Tra qualche tempo la guida passo-passo sarà online, per averla in anteprima iscriviti alla Newsletter, a presto!

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